LA MIA STORIA
Benvenuti nel mio mondo artistico. Qui potrete scoprire il percorso che mi ha portato a esprimere la mia visione attraverso i colori e le forme. Ogni opera racconta una parte di me, e sono felice di condividerla con voi.

Luciano Curtolo è nato nel 1970 a Motta di Livenza e vive a Pasiano di Pordenone.
Dalla sua campagna inizia la storia di un'infanzia e giovinezza avare di agi e spensieratezza, subito assorbite dall'occupazione nel mondo del lavoro.
Verso la fine degli anni '80 Curtolo giunge alla pittura muovendo dalla cultura figurativa che lo circondava, ma che ben presto non poté dare soddisfazione all'ansia di andare oltre le cose.
C'è un quadretto del 1989 che pare uscito da una vetrata gotica, con quelle tempere campite bidimesnionalmente, vivaci e accostate con armonia. Lì si nota la disponibilità alla lezione di Antonio Scopellitti, su quelle linee era sopravvenuta la voglia di esaltare il contenuto cromatico quasi in chiave impressionista.
La mancanza di spostamenti e la ripetizione-costrizione del lavoro nell'officina o nel laboratorio producono effetti contrastanti, quasi che nel quadro emerga un contropiano, il cui riferimento risiede tutto nella vita quotidiana.
Curtolo è un veneto di confine, essenzialmente autodidatta; a differenza di altri artisti veneti non frequenta alcuna Accademia d'Arte, ma è assiduo visitatore dei più importanti musei italiani, francesi e olandesi.
Forma, quindi, il suo bagaglio artistico in maniera assolutamente istintiva ed autonoma. Dal confronto con le opere dei maggiori pittori moderni nascerà quel bisogno di rinnovamento che accompagna tutta la sua produzione.
Già dal 1993 e poi in modo più determinato nel 1996, Curtolo affronta pittoricamente un drastico cambio espressivo, dà impulso alla ricerca cromatica e precisa la sua vena estetica che nella serie di tele 150x150 riassume una raggiunta sicurezza nell'equilibrio tra forme e tonalità.
Nel 2001 grazie all'iniziativa della provincia di Treviso che si proponeva di raccogliere gli artisti emergenti, Curtolo entra a far parte del gruppo “Giovani Artisti Trevigiani”. Nonostante sia ora totalmente fuori dalla leggibilità e dalla riconoscibilità realistica la sua arte ottiene il favore e l'accoglienza fin dai primi approcci con il pubblico, ma anche apprezzamento critico per un modo di dipingere che Alessandra Santin così definì in una brochure di presentazione: “Dietro le nebbie e il chiarore dei bianchi lattici e trasparenti, si sovrappongono e tendono gli spazi e le forme liriche…, che chiedono a ciascuno una ricerca, una lettura, il dialogo”.
Quello che di lui colpisce è un temperamento mite e posato che, tuttavia, insegna a conoscere nella sua inaspettata complessità l'universo di quella parte di nord-est che mantiene ancora oggi le sue caratteristiche di riservatezza e mistero.
La casa di campagna che ospita, a Pasiano di Pordenone, il suo studio, costituisce il transfert del buen retiro, ma anche , nell'epoca della globalizzazione senza centro, un punto focale, una fonte di irraggiamento.
Testo del prof. Alberto Carraro
"Spero che ogni visitatore possa percepire la passione e l'autenticità che metto in ogni pennellata, e che le mie opere possano suscitare un'emozione, una riflessione, o semplicemente un momento di bellezza."
Luciano Curtolo
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